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Le vicende relative alla casa di Virginio Ariosto, figlio del famoso Ludovico, si legano alla presenza a Stellata della famiglia Contrari di Ferrara la quale ne concedeva proprietà a terzi attraverso il sistema delle investiture.

Infatti, nel 1548 il conte Ercole Contrari designò Virginio Ariosto come usuarius (usufruttuario) di una casa con cortile, orto e pozzo a Stellata. Dopo alcuni passaggi di eredità e di proprietà, la casa fu acquistata nel XVIII secolo dalla nobile famiglia Manfredi di Ferrara e, in seguito a varie vicende familiari e rinunce di eredità, nel corso del XX secolo fu acquistata dal Comune di Bondeno, e infine adibita a sede del Museo Civico Archeologico “G. Ferraresi”.

L’edificio, sviluppato su due piani, ha una distribuzione degli spazi interni incentrata nell’androne centrale, il quale dava accesso a quattro stanze più il vano scala, mentre l’ala meridionale fu aggiunta nel XVII secolo. Al suo interno, sono ancora visibili il soffitto in legno e molti brani delle decorazioni pittoriche che, nelle diverse epoche, sono state aggiunte in base ai diversi stili.

Virginio Ariosto

Figlio illegittimo di Ludovico e di una certa Orsolina, contadina del territorio dell’attuale Massa Fiscaglia, in provincia di Ferrara, Virginio Ariosto nacque nel 1509 nella città estense; all’età di 11 anni fu riconosciuto dal padre, a Roma, grazie al cardinale Lorenzo Campeggi, prelato della curia romana. All’età di 22 anni fu mandato da Ludovico a studiare greco all’Università di Padova. Sposatosi nella città veneta, in seguito alla morte – prima – del figlio di appena due anni e – poi – della moglie, nel 1554 fece ritorno a Ferrara, dove intraprese la carriera ecclesiastica. Il 21 maggio del 1558, Papa Paolo IV gli conferì il canonicato della Cattedrale di Ferrara. Stimato e apprezzato per il suo buon gusto e l’intelligenza, fu, sulle orme del padre, autore di poesie in latino e in volgare, e anche di alcune commedie. Visse a Ferrara nella casa paterna, dove morì il 6 giugno del 1560, e utilizzò la dimora di Stellata probabilmente come “casa di villeggiatura”.