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Inaugurato nel 2004, il museo fu dedicato a Monsignor Guerrino Ferraresi, arciprete e storico bondenese al quale si devono – oltre a diverse monografie – i quattro volumi della Storia di Bondeno, pubblicati a partire dal 1963. Tra gli anni ‘50 e ‘80 è stato una figura determinante per l’archeologia del territorio, per la scoperta e la segnalazione (assieme all’amico ispettore onorario Raffaele Benea) di siti importantissimi quali Fornace Grandi di Bondeno e Chiesuol dei Mosti, alcuni dei quali sono esposti nelle sale del museo.

L’esposizione si articola in quattro sale, corrispondenti al “piano nobile” di Casa Ariosto. La sala I racconta preistoria e protostoria del territorio, a partire dal sito neolitico di Fornace Grandi di Bondeno (IV millennio a.C.), fino alla Terramara di Pilastri, nell’età del Bronzo (XVI-XIII secolo a.C.). La sala II conserva testimonianze di età villanoviana ed etrusca (necropoli di Chiesuol dei Mosti e altri siti, età del Ferro, VIII-III sec. a.C.). Nella sala III si parla dell’età romana, con la stele e il corredo del legionario Tito Giulio Urbano, rinvenuti a Settepolesini, e altri oggetti. La sala IV, infine, raccoglie altri materiali romani, medievali e rinascimentali, tra cui gli oggetti trovati a Stellata durante gli scavi per l’Idrovora Pilastresi nel 1928. E’ in corso di allestimento una vetrina dedicata ad ospitare alcuni dei reperti faunistici dell’Ultimo Glaciale Massimo provenienti dalla cava di Settepolesini.

Il sottotetto ospita il laboratorio didattico e uno spazio adibito a mostre ed esposizioni temporanee.

Approfondimenti

Nel 1979 furono rinvenuti, nella campagna della piccola frazione di Pilastri di Bondeno, dei cocci appartenenti a un antico villaggio dell’età del Bronzo, grazie alla segnalazione di Gianfranco Po, un grande appassionato di storia locale. Il primo scavo archeologico estensivo, realizzato nel 1989, mise in evidenza i resti di una cosiddetta Terramara, risalente a un’epoca compresa tra il XVII e il XIV secolo a.C.

In seguito a vari eventi succedutisi in conseguenza al terremoto che colpì l’Emilia nel 2012, ripartirono le indagini presso questo sito e ogni anno dal 2013, nei mesi